Perché è importante parlare dell'inquinamento anche negli spazi chiusi?
Sappiamo come i mezzi di trasporto, il traffico delle auto, il riscaldamento delle case, la presenza di industrie e di allevamenti e coltivazioni intensive sono fattori e agenti che contribuiscono ad emettere sostanze inquinanti nell’aria che respiriamo. E sappiamo che le persone esposte, in particolare nei primi 1000 giorni di vita, a questi inquinanti presenti nell’aria esterna possono avere ripercussioni negative che riguardano la loro salute in tutte le fasi della vita.
Salute nelle città
Tuttavia, molte ricerche sugli stili di vita delle persone mostrano che le persone trascorrono la maggior parte del loro tempo in luoghi chiusi, ad esempio le case, gli uffici, le scuole, le palestre, dove la qualità dell’aria può essere influenzata da varie abitudini, dalla ventilazione, dai sistemi di riscaldamento e condizionamento, dagli inquinanti provenienti dall’esterno che si sommano delineando il cosiddetto inquinamento indoor. Le esposizioni ad inquinanti al chiuso sono maggiori di quelle all’aperto, proprio perché la quantità di tempo trascorso dalle persone all’interno degli ambienti interni è superiore, rispetto a quello trascorso all’esterno.
Aria pulita? Non è solo un problema all'aperto!
L’aria che respiriamo in casa è spesso più inquinata di quella che respiriamo all’esterno. Eppure, a differenza dell’aria esterna, la qualità dell’aria indoor non è regolata da nessuna legge. Mentre l’aria esterna è soggetta a legislazione, anche se non ancora sufficiente per ridurre l’esposizione agli agenti inquinanti, la qualità dell’aria all’interno degli edifici non è ancora regolata da alcun riferimento normativo e vengono suggerite solo alcune raccomandazioni. In attesa della legge quadro per la qualità dell’aria indoor, che tenga conto delle indicazioni dell’OMS, l’Istituto Superiore di Sanità ha costituito il Gruppo Nazionale di Studio (GdS) che ha pubblicato diversi documenti di riferimento, al fine di attuare azioni armonizzate a livello nazionale per ridurre e mitigare l’esposizione all’inquinamento indoor e gli effetti sulla salute, per migliorare il controllo dei rischi sui luoghi di lavoro indoor, per sensibilizzare i comportamenti e rendere consapevole la popolazione di uno dei temi di grande attualità e priorità per il nostro Paese.
Le cause di questa assenza di regolamentazione sono diverse:
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Difficoltà di controllo: l’aria interna è soggetta a molte variabili, come le attività svolte, i prodotti utilizzati e le caratteristiche dell’edificio.
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Mancanza di consapevolezza: il problema dell’inquinamento indoor è ancora poco conosciuto. Si parla quasi esclusivamente di aria esterna.
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Interessi economici: atteggiamento attendista in cui tutti aspettano che siano gli altri ad agire. La qualità dell’aria indoor viene ancora percepita come vaga, ci si concentra solo sulle scelte energetiche e sulla decarbonizzazione. Si tende a limitarsi a minime attività di prevenzione primaria. Il settore manifatturiero non mette in discussione i suoi processi produttivi e suoi prodotti.
L'inquinamento negli spazi chiusi è un nemico invisibile e poco conosciuto
A differenza dell’inquinamento atmosferico esterno, di cui si parla da tempo, il tema dell’inquinamento negli spazi chiusi è stato sottovalutato per molti anni ed è ancora poco studiato. Negli ultimi anni, anche la qualità dell’aria all’interno degli edifici (casa, scuola, posti di lavoro, etc) è stata riconosciuta come un tema importante quando si tratta di affrontare e comprendere meglio il problema dell’esposizione a inquinamento dell’aria nel suo complesso. La conoscenza delle fonti, delle concentrazioni, dello stato e delle tendenze dell’inquinamento dell’aria interna in Europa è molto inferiore a quella dell’inquinamento dell’aria esterna. Diverse ricerche hanno focalizzato l’attenzione sull’approfondimento delle correlazioni tra l’inquinamento presente negli spazi chiusi e lo stato di salute, sia nella popolazione generale sia nei soggetti in età evolutiva.