Inquinamento indoor: quali sono le cause?
Le fonti o sorgenti dell’inquinamento negli spazi chiusi sono diverse. Il fumo di sigaretta è tra le principali cause di inquinamento indoor. Oltre al fumo, muffe, gas da cucina, inquinanti da traffico veicolare e interferenti endocrini sono altri agenti presenti negli ambienti chiusi che possono avere effetti sulla salute di bambini e bambine.
Altri due tipi di inquinanti atmosferici sono particolarmente importanti negli ambienti interni: la muffa e diversi tipi di sostanze chimiche tossiche che abitualmente vengono utilizzati negli edifici che frequentiamo. La presenza di muffe e di umidità possono anche creare un ambiente ideale per la proliferazione di batteri e acari, che possono causare allergie e problemi respiratori. L’esposizione a muffe sia per gli adulti che per i bambini aumenta il rischio di infezioni respiratorie, asma e rinite allergica soprattutto nei soggetti con predisposizione allergica. Le concentrazioni di alcune sostanze chimiche tossiche per adulti e bambini, come la formaldeide e altri composti organici volatili (COV), i ritardanti di fiamma e le sostanze alchiliche perfluorurate e polifluorurate (PFAS), tendono a essere molto più elevate nell’aria interna. Alcuni processi di combustione (per la cottura dei cibi o il riscaldamento) e i prodotti per la casa (detergenti, ammorbidenti, spray per la pulizia, deodoranti, candele profumate e prodotti per la cura personale) rilasciano nell’aria sostanze chimiche nocive.
Anche i materiali da costruzione – per esempio alcune vernici, pitture, mobili, moquette – possono contenere composti organici volatili (COV) che sono dannosi per la salute. Infine, i sistemi di ventilazione e condizionamento dell’aria che sono progettati per il nostro comfort, se non correttamente puliti e mantenuti, possono diventare un rischio per la salute e diventare un terreno fertile per muffe e batteri. Anche la combustione di combustibili fossili (stufe a gas, caminetti, caldaie) può rappresentare una fonte di inquinamento indoor. Infine, tra le sorgenti a cui porre attenzione troviamo allergeni come acari della polvere, polline e peli di animali.
Approfondimenti
Serve una maggiore consapevolezza sulle sorgenti di inquinanti
Le fonti d’inquinamento dell’aria che respiriamo negli spazi chiusi stanno diventando sempre più diversificate: prodotti per la cura personale, detergenti per la casa, rivestimenti murali, pesticidi, insetticidi, adesivi e inchiostri da stampa sono solo alcuni esempi di prodotti che rilasciano nell’aria sostanze chimiche che sono potenzialmente nocive per la nostra salute. Queste sostanze, chiamate composti organici volatili (COV), possono causare irritazioni agli occhi, al naso e alla gola, mal di testa, nausea e persino problemi respiratori più gravi.
Inoltre, i COV possono contribuire alla formazione di smog e particolato ultrafine, che sono tra i principali inquinanti atmosferici esterni e questo contributo è spesso sottostimato e sottorappresentato negli attuali inventari utilizzati per giudicare le fonti d’inquinamento dell’aria.