Esposizioni ambientali precoci e rischi per la salute
Gli effetti del vivere in siti contaminati sulla salute meritano un’attenzione particolare soprattutto per le esposizioni precoci, che avvengono nel corso dei primi 1000 giorni di vita, dal concepimento fino ai due anni di età. Durante questo periodo, infatti, si è particolarmente vulnerabili agli effetti nocivi delle esposizioni ambientali. Nei siti contaminati, questa vulnerabilità si traduce in rischi significativi per la salute, con effetti che possono manifestarsi a breve e lungo termine.
L'importanza dei primi 1000 giorni: esposizioni e stili di vita
Il periodo critico dei “primi 1000 giorni", che va dal concepimento ai primi due anni di vita, rappresenta una fase di estrema suscettibilità e sensibilità agli stimoli ambientali esterni. In questo periodo l’organismo umano è soggetto ad una vera e propria programmazione del suo sviluppo, il cosiddetto “developmental programming”. Durante questa delicata fase, le esposizioni ambientali e gli stili di vita della mamma e dei genitori possono influenzare la crescita, lo sviluppo e lo stato di salute del bambino con effetti sulla salute futura in età adulta. Quanto brevemente descritto è ampiamente trattato dalla teoria DOHaD (Developmental Origin of Health and Disease) di Barker secondo la quale il rischio di patologie nel bambino e nell’adulto è modulato da fattori che agiscono sin da prima del concepimento e poi in utero e nei primi anni di vita del bambino.
Si è compreso, infatti, che alcune patologie sono la conseguenza di un’interazione estremamente complessa tra fattori genetici e multipli fattori esterni a cui siamo esposti, ossia l’ambiente. Per ambiente si intende tutto quello che è capace di influenzare la nostra salute, escludendo la componente ereditaria delle malattie, come per esempio le esposizioni a contaminanti ambientali o l’adozione di stili di vita errati come il consumo di alcol, il fumo di tabacco, l’inattività fisica e un’alimentazione inappropriata.
Innumerevoli studi scientifici forniscono dati sull’associazione tra le esposizioni materne e gli stili di vita adottati in epoca fetale e perinatale e nei primi anni di vita e i relativi effetti sulla salute futura del bambino. È ampiamente dimostrato che l’esposizione al fumo di sigaretta durante la gravidanza è una delle cause di aborto spontaneo, di parto prematuro, così come di aumento della mortalità e morbilità perinatale e infantile, ma potenzialmente anche di malformazioni congenite e danni ad alcuni organi del bambino nel momento del loro sviluppo quali per esempio i bronchi e i polmoni. Un altro fattore di rischio è rappresentato dall’obesità materna pregravidica e gravidica, una vera e propria condizione patologica, poiché risulta associata a un’aumentata probabilità di esiti avversi per la madre, il feto e il neonato.
Le sostanze tossiche presenti nei siti contaminati, come metalli pesanti, solventi industriali, pesticidi e idrocarburi, possono attraversare la placenta e raggiungere il feto, oppure essere assorbite attraverso l’allattamento causando un’esposizione prolungata a partire della vita nel grembo materno. L’esposizione prolungata e contemporanea a tali sostanze può generare effetti nocivi di tipo additivo, sinergico o antagonista rispetto all’esposizione alle singole sostanze, ciò può comportare un aumento dei rischi per la salute.
È fondamentale, dunque, identificare e ridurre le esposizioni ambientali precoci per proteggere la salute dei neonati e dei bambini, promuovendo una crescita e uno sviluppo sani.
I primi 1000 giorni di vita sono importanti anche da un punto di vista della prevenzione primaria, infatti, se è vero che durante questo periodo le esposizioni ambientali possono aumentare il rischio di esiti negativi di salute per il resto della vita, è altrettanto vero che interventi di prevenzione primaria in questa fase della vita possono condurre a benefici significativi per la tutela della salute anche in età adulta. Sensibilizzare l’opinione pubblica e le autorità sui rischi legati ai primi 1000 giorni di esposizione rappresenta un investimento significativo per proteggere la salute delle future generazioni.