Verde urbano

Perché è importante parlare di verde urbano

L’urbanizzazione è un fenomeno in crescita e implica che inevitabilmente sempre più persone vivranno in ambienti urbani. Una valutazione delle Nazioni Unite stima che il 50% della popolazione mondiale vive in città, e che entro il 2050 questa stima raggiungerà il 70%. Vivere in città significa avere minori contatti con la natura ed essere più esposti a rischi ambientali come inquinamento atmosferico, acustico, isola di calore urbano. Soprattutto nelle città, l’esposizione all’inquinamento dell’aria e alle ondate di calore correlate al cambiamento climatico si manifesta in modo più intenso.

L’inquinamento atmosferico e gli eventi estremi legati ai cambiamenti climatici, come le ondate di calore e le inondazioni, possono avere un notevole impatto sulla nostra salute. Secondo l’European Environment Agency l’inquinamento atmosferico è la principale minaccia ambientale per la salute e causa oltre 400.000 decessi prematuri ogni anno in Europa. In particolare, ogni anno in Italia parliamo di 70.000 decessi prematuri causati da livelli di inquinamento atmosferico (PM2.5) al di sopra dei valori guida OMS e di 14.000 decessi prematuri causati dagli effetti acuti del caldo.

Il verde urbano presente nelle città è in grado di mitigare almeno in parte gli inquinanti atmosferici attraverso l’azione filtro e barriera esercitata dalla vegetazione e la mitigazione delle temperature urbane.

Inoltre, sappiamo dalla letteratura che la presenza di verde urbano è associata a importanti benefici di salute nella popolazione adulta, tra questi:

  • potenziamento dell’attività fisica e prevenzione del rischio obesità e diabete;
  • miglioramento della salute psicologica e riduzione dei sintomi di malattie mentali;
  • riduzione delle malattie cardiovascolari e polmonari dovute all’inquinamento atmosferico urbano generato dai trasporti e dal riscaldamento/raffreddamento degli edifici;
  • riduzione di mortalità e incidenza di malattie cardiache ischemiche e ictus;
  • riduzione delle malattie respiratorie e cardiovascolari per esposizione al caldo.

Verde urbano ed effetti sulla salute nei primi 1000 giorni di vita

La buona notizia è che se da un lato la finestra dei primi 1000 giorni di vita è quella di maggiore vulnerabilità alle esposizioni nocive – come ad esempio l’inquinamento -, dall’altro è anche il periodo dove c’è un maggiore potenziale beneficio per la salute futura dei bambini legato alla frequentazione di aree verdi, con effetti positivi anche nell’età prescolare.

La presenza di verde nelle nostre città, oltre alla mitigazione delle esposizioni ambientali, è associata a specifici benefici di salute derivanti dal contatto con gli ambienti naturali, il relax, la rigenerazione dell’attenzione, il movimento e la socializzazione, particolarmente rilevanti nei primi anni di vita.

La frequentazione di spazi verdi nelle città è per questo una risorsa da tutelare e valorizzare per i potenziali benefici sulla salute di tutta la popolazione ma in particolare delle fasce più vulnerabili, tra cui le mamme in gravidanza e i bambini, garantendo maggiore benessere e salute futuri.

La presenza di verde ha mostrato di avere effetti positivi soprattutto sulla sfera psicologica e cognitiva dei bambini, specialmente se la vegetazione è presente nelle aree gioco scolastiche, se queste vengono frequentate attivamente. Anche durante la gravidanza, l’esposizione al verde sembra compensare i possibili effetti negativi dell’inquinamento atmosferico, riducendo per esempio il rischio di esiti avversi della gravidanza come il basso peso alla nascita. Sicuramente la presenza di spazi verdi offre anche più opportunità di condurre stili di vita attivi che hanno un impatto positivo sul benessere psico-fisico e metabolico e sull’ambiente. Tuttavia sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere meglio questi effetti, considerando la qualità e l’accessibilità degli spazi verdi.

Quanto il verde fa bene alla salute dei bambini?

Le evidenze più solide sui benefici dell’esposizione al verde e alla vegetazione sembrano riguardare gli esiti neuro-cognitivi e psicologici in bambini e adolescenti, con evidenze di riduzione dei sintomi legati al disturbo da deficit dell’attenzione/iperattività (ADHD), ansia e depressione, e miglioramento delle capacità di apprendimento in ambiente scolastico associate alla frequentazione degli spazi verdi e aree naturali. Se vivere in prossimità di aree verdi fa bene alla salute, anche la presenza di spazi verdi e vegetazione nelle scuole, in cui svolgere attività strutturate e didattiche, così come gioco libero e attività artistiche, sembrano mostrare effetti positivi maggiori.
La letteratura evidenzia anche una possibile dose-risposta nell’effetto positivo sulla salute cognitiva dei bambini. Uno studio condotto a Barcellona ha evidenziato che nelle scuole vicine a zone verdi si registrano benefici significativi sulla sfera cognitiva che riguardano in particolare la memoria di lavoro, fondamentale per l’apprendimento e l’attenzione.

Questa associazione protettiva è in parte spiegata da un effetto di mitigazione del verde sugli effetti dell’inquinamento atmosferico. È importante esaminare gli effetto sulla salute anche in relazione alle caratteristiche degli spazi verdi, come la loro estensione.

La letteratura suggerisce che ci sia una plausibilità biologica dietro questa associazione tra verde e benefici per la salute. Con varie ipotesi di meccanismi alla base dell’associazione:

  • la maggiore connessione con la natura genera relax e minori preoccupazioni, con conseguenti benefici a livello psicologico.
  • Maggiori opportunità di praticare attività fisica e avere contatti sociali.
  • Il verde riduce lo stress fisico e mentale, con benefici come la riduzione della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e del cortisolo salivare.
  • Rigenerazione dell’attenzione in parte mediata dalla riduzione degli effetti dell’inquinamento da parte del verde.

Il verde riduce il rischio di malattie respiratorie?

Il verde riduce l’esposizione a inquinanti ed elevate temperature che aumentano il rischio di malattie respiratorie ma, allo stesso tempo, differenti tipi di vegetazione aumentano i rischi respiratori associati all’esposizione ai pollini con esacerbazione di asma e malattie allergiche in bambini e adolescenti. Per questo è importante pianificare la manutenzione delle aree verdi scolastiche e residenziali, e limitare la frequentazione di parchi/giardini per bambini affetti da patologie allergiche durante i periodi di fioritura.

Come si misura la presenza di verde per valutarne gli effetti sulla salute?

Nella maggior parte degli studi osservazionali per misurare gli effetti del verde sulla salute si utilizza un proxy dell’esposizione individuale che è basato su un’esposizione di area, un’esposizione media alla vegetazione nell’area di residenza o della scuola del bambino a diversa distanza.
Spesso si utilizza un indice di vegetazione (NDVI, dall’inglese Normalized Difference Vegetation Index) che è basato sui dati satellitari e che misura la capacità fotosintetica della vegetazione, guardando quanto rosso assorbono le piante (che è legato alla clorofilla) e quanto vicino infrarosso riflettono (per evitare di surriscaldarsi). Le piante sane assorbono molta luce visibile e riflettono molto vicino infrarosso, mentre le piante deboli o sparse riflettono più luce visibile e meno vicino infrarosso. Si tratta quindi di un indice correlato alla biomassa e al vigore vegetazionale che permette di valutare se la zona osservata (da telerilevamento spesso tramite satellite) contiene della vegetazione viva. Questo indicatore non dà informazioni né sull’effettiva frequentazione dell’area verde né sull’accessibilità e la qualità del verde. L’NDVI va da -1 a 1, ma valori sotto 0 sono tipici di zone senza piante, come fiumi o aree urbane. Valori sopra 0,2 indicano presenza di piante, mentre valori sopra 0,6 indicano molte piante.

Frequentare aree verdi fa bene anche in gravidanza?

L’esposizione all’inquinamento atmosferico e alle elevate temperature estive è associata a esiti avversi della gravidanza che la presenza di vegetazione riesce almeno in parte a compensare attraverso un’azione filtro e barriera e tramite evapotraspirazione. Un’esposizione maggiore al verde è associata con un maggiore peso alla nascita e più in generale con una riduzione del rischio di nascita di bambini piccoli per età gestazionale.

È stata evidenziata anche una relazione dose-risposta che suggerisce maggiori benefici nel caso in cui il verde sia più vicino alla residenza della mamma e di migliore qualità: una presenza di vegetazione più varia con diversi tipi di alberi e altre piante.

I possibili meccanismi che sottostanno i possibili benefici del verde sulla salute in gravidanza coinvolgono:

  • la riduzione dell’inquinamento atmosferico e delle temperature
  • un maggiore stimolo all’attività fisica;
  • la riduzione dello stress psicofisiologico, come visto anche dei benefici sugli esiti neuro-cognitivi

Ambiente e primi 1000 giorni - Conoscere per agire

“Conoscere per agire" nasce in continuità con il progetto “Ambiente e primi 1000 giorni" per aumentare le conoscenze sul carico di esposizione ambientale in aree fortemente antropizzate durante i primi 1000 giorni di vita e per sviluppare interventi mirati a ridurre il rischio di esposizione.

Per i genitori

L'esposizione precoce a fattori di rischio ambientali ha un impatto negativo sulla salute. Come promuovere la salute con piccoli cambiamenti nello stile di vita a partire dai primi 1000 giorni?