Sigarette elettroniche

Sigarette elettroniche: perché è importante parlare dei rischi associati?

Il mondo delle sigarette elettroniche include una vasta gamma di dispositivi che erogano nicotina, simulando l’esperienza del fumo tradizionale senza la combustione del tabacco. Questi dispositivi sono disponibili principalmente in due forme: i sistemi a tabacco riscaldato e le sigarette elettroniche vere e proprie, con i modelli “pod-mod” che stanno sostituendo quelli a ricarica liquida.

Rischio e percezione del rischio legato al consumo di sigarette elettroniche >>

Il fatto che le sigarette elettroniche siano state introdotte nel mercato come “aiuto per smettere di fumare” può aver contribuito alla convinzione che le sigarette elettroniche comportino rischi minori per gli altri e di conseguenza che siano meno dannose delle sigarette tradizionali se usate durante la gravidanza.

Inoltre, i liquidi utilizzati nelle sigarette elettroniche contengono un solvente e aromi. La presenza di aromi è uno dei fattori che rendono accattivante l’uso delle sigarette elettroniche in particolare tra gli adolescenti e le donne in gravidanza, che percepiscono questi prodotti come non dannosi e sostanzialmente diversi dalla sigaretta tradizionale. Nonostante il solvente e gli aromi (gli stessi utilizzati nell’industria alimentare) possano essere considerati sicuri se ingeriti, gli effetti indesiderati della loro inalazione non sono del tutto chiariti; alcuni dati indicano danni alle vie aeree e al polmone. Le sigarette elettroniche contengono molto spesso nicotina sintetica in quantità rilevante (da 2 a 20 mg): la nicotina è tra le sostanze che creano più dipendenza in natura, agendo direttamente sui recettori del piacere. Gli effetti percepiti come positivi della esposizione a nicotina sono calo dell’appetito, senso di benessere, miglioramento della memoria e del livello di attenzione, quelli negativi oltre alla dipendenza (che è l’effetto principale) sono nausea, vomito, dolore addominale, sudorazione, tachicardia, tremori, mal di testa.

Nelle sigarette elettroniche possono essere presenti anche sostanze cancerogene (formaldeide, acetaldeide, acroleina, toluene e nitrosammine), e metalli pesanti (zinco, nickel, cromo), spesso nicotina e altre sostanze non sono espressamente dichiarate.

L'importanza di informare sui rischi potenzialmente associati al vaping >>

Informare sulle potenziali conseguenze del vaping è fondamentale per affrontare il fenomeno delle sigarette elettroniche, che rappresenta una sfida significativa per la salute pubblica. È necessaria una regolamentazione chiara sulla vendita e distribuzione di questi prodotti, insieme a un’ampia campagna educativa rivolta ai giovani e alle loro famiglie sui rischi noti e potenziali associati al consumo.

Gli operatori sanitari, come pediatri, ginecologi e medici di medicina generale, giocano un ruolo cruciale nel contrastare l’uso sempre più diffuso delle sigarette elettroniche. Possono concentrarsi sulla prevenzione del tabagismo, educando i pazienti sui rischi e le conseguenze del fumo, e possono individuare e supportare coloro che già fumano o sono esposti al fumo, offrendo trattamenti per la dipendenza.

La Linea Guida per il trattamento della dipendenza da tabacco e nicotina è uno strumento prezioso per gli operatori sanitari; fornisce raccomandazioni evidence-based per promuovere la cessazione del fumo tradizionale e di nuovi prodotti contenenti nicotina, come le sigarette elettroniche. Anche questo documento evidenzia un panorama in cui si assiste a una diversificazione dei prodotti contenenti nicotina e a una popolazione di consumatori che utilizzano diverse tipologie di prodotti contemporaneamente.

Sigarette elettroniche: rischi per la salute

Le sigarette elettroniche sono state introdotte nel mercato come “aiuto per smettere di fumare”, e sono percepite da chi le utilizza come non dannose. Lo Scientific Committee on Health, Environmental and Emerging Risks (SCHEER) si è espresso sui rischi sulla salute associati all’uso delle sigarette elettroniche, quali:

  • effetto di tipo irritativo a carico del tratto respiratorio a causa dell’esposizione a polioli, aldeidi e nicotina (evidenza moderata);
  • effetti sistemici a lungo termine sul sistema cardiovascolare (evidenza moderata);
  • neoplasie a carico del tratto respiratorio per l’esposizione a nitrosamine, acetaldeide e formaldeide (evidenza debole/moderata).

È importante anche segnalare i danni da ustione riportati soprattutto negli Stati Uniti per esplosioni accidentali e gli effetti acuti da intossicazione per l’ingestione accidentale dei liquidi contenuti nei dispositivi da parte dei bambini, a causa di un packaging spesso accattivante e colorato.

In generale, la ricerca rimane limitata e vi sono ampie lacune nella conoscenza riguardo agli effetti dell’uso della sigaretta elettronica sulla salute materna e fetale, sugli esiti della gravidanza e sugli esiti della nascita. Tuttavia, i primi risultati esplorativi indicano la necessità di ulteriori ricerche per esaminare l’impatto delle sigarette elettroniche.

Esposizione e rischi per la salute in gravidanza

La prevalenza dell’uso delle sigarette elettroniche durante la gravidanza varia in letteratura dallo 0,4 al 7%. Negli studi finora disponibili, tuttavia, più del 75% delle donne studiate fanno uso sia di sigarette elettroniche sia di sigarette tradizionali, il che rende difficile attribuire gli esiti avversi documentati in questi studi esclusivamente all’uso delle sigarette elettroniche.

Uno studio condotto negli Stati Uniti (Pregnancy Risk Assesment Monitoring System) su un numero molto elevato di donne di cui un consistente numero (977) faceva uso solo di sigarette elettroniche ha documentato un rischio aumentato di nascita pretermine e basso peso alla nascita. La sospensione in gravidanza dell’uso delle sigarette elettroniche è risultata associata a un calo significativo del rischio di basso peso alla nascita rispetto alle donne che hanno continuato ad utilizzarle durante tutta la gravidanza.

Finora, altri studi su casistiche più piccole o su donne che hanno fumato sia sigarette tradizionali sia elettroniche non hanno permesso di confermare – per la natura stessa degli studi – un rischio per la salute riproduttiva dovuto al solo uso di sigarette elettroniche in gravidanza.

Studi condotti in vitro o utilizzando modelli animali hanno mostrato effetti negativi sul sistema immunitario, lo sviluppo neurologico, la funzione polmonare e cardiaca dell’esposizione alle sigarette elettroniche nella vita prenatale dovuti non solo alla nicotina – che oltrepassa la barriera placentale e riesce a raggiungere elevate concentrazioni sia nel liquido amniotico che nel siero fetale – ma anche agli aerosol non contenenti aromi o nicotina.

Benché ci sia necessità di ulteriori studi sui rischi legati all’uso delle sole sigarette elettroniche in gravidanza è altamente probabile – considerati i risultati sugli animali e il rischio potenziale dei composti contenuti – che queste possano avere un impatto sul nascituro simile a quello del fumo tradizionale. È quindi ragionevole applicare il principio di precauzione e raccomandare di non utilizzare le sigarette elettroniche durante la gravidanza.

Esposizione a fumo passivo dopo la nascita e rischi per la salute

Anche dopo la nascita, l’esposizione al vaping può determinare effetti avversi sulla salute del bambino. Molto spesso i genitori credono che il vapore prodotto dalle sigarette elettroniche sia innocuo e ne fanno o ne permettono l’uso in presenza del bambino o in ambienti dove il bambino vive. Tuttavia, occorre ricordare che, nonostante l’assenza di combustione, l’aerosol prodotto dalle sigarette elettroniche contiene particolato ultrafine, in grado di arrivare all’albero periferico bronchiale e al polmone, nicotina, aldeidi volatili, propilen-glicole e altri agenti chimici.
Sebbene non siano disponibili al momento studi condotti nei lattanti e nelle prime fasi della vita, studi condotti su adolescenti sani esposti al vaping di seconda mano hanno mostrato un aumentato rischio di bronchite, tosse, e difficoltà respiratoria e anche di riacutizzazione di asma nei bambini e adolescenti asmatici. Seguendo perciò anche le recenti indicazioni dell’OMS (Gennaio 2024) l’esposizione al vaping di seconda mano deve considerarsi potenzialmente dannosa e da evitare.

RACCOMANDAZIONI PER I GENITORI

L’OMS anche nel suo report biennale (2023) indica alcune regolamentazioni da applicare da parte delle autorità che solo parzialmente sono applicate in Italia (mentre lo sono o sono in via di applicazione in altri paesi europei). Si parla di proibire l’uso delle sigarette elettroniche nei locali pubblici, proibirne la promozione e sponsorizzazione soprattutto su web e l’uso di aromi che sono i “driver" maggiori all’uso e, infine, promuovere l’avviso di messaggi sui pericoli per la salute.

Quali sono i messaggi per i genitori?

  • L’uso di sigarette elettroniche non può essere considerato un’alternativa più sicura al fumo di sigaretta convenzionale in gravidanza.
  • Meglio non utilizzare le sigarette elettroniche in casa, soprattutto in presenza di bambini e adolescenti, anche per evitare l’effetto di imitazione, già ben descritto per la sigaretta tradizionale. Inoltre, gli e-juice liquidi sono già stati responsabili di un aumento degli avvelenamenti accidentali tra i bambini.
  • L’esposizione agli aerosol da svapo non sono salutari, soprattutto per le persone vicine, in particolare in aree con ventilazione limitata e in presenza di persone con condizioni di salute compromesse. Poiché l’entità dei rischi per la salute e la sicurezza che il vaping può presentare ai non utilizzatori rimane poco chiara, è prudente gestire e controllare l’utilizzo di sigarette elettroniche in luoghi chiusi dove il fumo è attualmente limitato.
  • L’uso di sigarette elettroniche prevede anche effetti ambientali che includono la produzione di rifiuti (come smaltire le varie componenti soprattutto con l’avvento delle sigarette usa e getta), il rischio di incendi e la generazione di particolato aerodisperso negli ambienti interni (prove da sostanziali a conclusive).

Ambiente e primi 1000 giorni - Conoscere per agire

“Conoscere per agire" nasce in continuità con il progetto “Ambiente e primi 1000 giorni" per aumentare le conoscenze sul carico di esposizione ambientale in aree fortemente antropizzate durante i primi 1000 giorni di vita e per sviluppare interventi mirati a ridurre il rischio di esposizione.

Per i genitori

L'esposizione precoce a fattori di rischio ambientali ha un impatto negativo sulla salute. Come promuovere la salute con piccoli cambiamenti nello stile di vita a partire dai primi 1000 giorni?