La salute dell'aria indoor: una sfida per il benessere quotidiano
Ognuno di noi inala costantemente aria ed è la cosa che giornalmente fai di più di dormire, lavorare, studiare, giocare, allenarti, mangiare, ecc.. Ogni giorno tra 10.000 e 20.000 litri d’aria, raggiungono i bronchi e gli alveoli, coprendo una superficie equivalente a quella di un campo da tennis. Poiché trascorriamo gran parte del tempo a casa, al lavoro e a scuola, la qualità dell’aria indoor diventa un fattore cruciale per la nostra salute.
Relazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, del Ministero della Salute e di organizzazioni internazionali come l’Organizzazion Mondiale della Sanità evidenziano continuamente l’allarme sulla qualità dell’aria indoor che contiene inquinanti atmosferici non percepiti perché di norma sono incolori, insapore e inodore, indicando come possano scatenare patologie allergiche, asma e disturbi respiratori. Si stima che oltre il 15% dei bambini e ragazzi, soprattutto se figli di fumatori, sia a rischio.
Le cause dell’inquinamento indoor
Le fonti di inquinamento indoor includono prodotti da costruzione, pavimenti di legno, pitture, sigillanti, mobili, tessuti, arredi, tappeti, per la pulizia della casa, olii essenziali, deodoranti per tessuti, prodotti profumati spray, prodotti fitosanitari (ad esempio, per il trattamento delle piante), insetticidi, sorgenti di combustione per il riscaldamento contenenti composti organici (VVOC, COV, SVOC), PM10, PM2,5, NOx, CO, IPA a cui si aggiunge aumento dell’umidità generata dalle normali attività che può portare a umidità e muffa, ognuna ha proprietà fisico-chimiche e biologiche diverse.
Anche la scarsa abitudine ai frequenti ricambi dell’aria attraverso le aperture delle finestre, e l’abitudine di asciugare i panni in casa contribuiscono al problema della presenza di muffe sui muri. È importante quindi identificare cosa inquina casa tua. Già Ippocrate nel Corpus Hippocraticum sottolineava l’importanza dell’ambiente di vita del paziente nella diagnosi delle malattie respiratorie. La qualità delle nostre case è legata innazitutto alla buona qualità dell’aria indoor.
Nei paesi nordici, dove si trascorre molto tempo in casa con finestre chiuse per ragioni climatiche, si registra una maggiore incidenza di allergie. La prevalenza dell’asma e delle malattie allergiche è in aumento, con circa il 15-20% della popolazione atopica. Questo aumento è attribuito a fattori genetici, socioeconomici, esposizione a malattie infettive e fattori ambientali. L’inquinamento esterno da ossidi di azoto, ozono e polveri fini che penetra all’interno delle case peggiora le malattie polmonari, mentre l’esposizione a nuovi allergeni o a maggiori concentrazioni può indurre nuove sensibilizzazioni.
Il ruolo dei fattori ambientali
I fattori ambientali, come l’inquinamento atmosferico interno ed esterno, hanno un impatto significativo sulla salute respiratoria. I bambini e gli anziani, che sono i soggetti più vulnerabili, trascorrono più tempo in ambienti indoor. Nella progettazione degli edifici si presta grande attenzione all’efficienza energetica, ma spesso si trascura la qualità dell’aria indoor che è la voce che più di ogni altra ricade nel triste elenco dei “sacrificabili”. Bisogna sempre ricordare come l’efficienza energetica da sola non contribuisce molto alla prevenzione della salute di tutti noi.
Abitudini e prevenzione
Piccole abitudini, come lasciare le giacche fuori dalle classi, possono ridurre significativamente il carico di allergeni negli ambienti chiusi. Gaetani Settimo, coordinatore del Gruppo di Studio Nazionale (GdS) sull’inquinamento indoor istituito dall’Istituto Superiore di Sanità, sottolinea l’importanza di strategie organiche di prevenzione primaria che integrino abitazione e salute: “Siamo una generazione indoor, trascorriamo la maggior parte del nostro tempo al chiuso. Queste abitudini e l’assenza di una cultura sulla qualità dell’aria indoor influenzano l’andamento delle allergie”.
Gli animali domestici e l’inquinamento indoor
Gli animali domestici, pur contribuendo al nostro benessere, possono rilasciare allergeni attraverso la forfora, la saliva e le deiezioni, che si accumulano nella polvere domestica. Questi allergeni possono rimanere a lungo su indumenti, oggetti di arredo quali tappeti e divani e possono scatenare reazioni allergiche in soggetti predisposti.
Progetti di ricerca e sviluppo
L’Istituto Superiore di Sanità, ha avviato diversi progetti per studiare l’impatto dell’inquinamento dell’aria indoor sulla salute e sulla prevenzione delle malattie asmatiche.
Uno dei problemi principali che rimane però nell’ambito della ricerca sull’inquinamento indoor è la mancanza di indicatori chiari e univoci. Spesso i report si basano su reclami o richieste specifiche, senza utilizzare strategie mirate. La ricerca sta facendo molti passi avanti, ma è necessario uno sforzo congiunto per cambiare una cultura della prevenzione che nel nostro paese è ancora troppo debole.