Nutrizione

Il cambiamento climatico e il graduale degrado degli ecosistemi possono influenzare la dieta e la nutrizione materna e infantile, incidendo in modo diretto sull’accesso e il costo dei cibi con maggiori nutrienti, determinando problemi di salute. Compiere scelte alimentari sostenibili sin dai primi 1000 giorni è fondamentale per agire positivamente sia sulla salute delle persone sia su quella del pianeta.

Alimentazione sostenibile

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Il ruolo dell'alimentazione sin dai primi 1000 giorni

I problemi nella crescita fetale e nella prima infanzia sono riconosciuti come importanti determinanti della mortalità neonatale e infantile, dell’arresto della crescita, del sovrappeso e dell’obesità nei bambini più grandi e successivamente negli adulti. Gli sforzi preventivi dovrebbero continuare a concentrarsi sui 1000 giorni, mentre gli sforzi terapeutici dovrebbero continuare a concentrarsi sul deperimento grave.”

Studi recenti sottolineano il ruolo cruciale della dieta, dell’attività fisica e della stagionalità alimentare durante la gravidanza per assicurare un parto sano. Già nel 2013 la Lancet Maternal and Child Nutrition Series aveva concluso riconfermando l’attenzione alla “gravidanza e ai primi 2 anni di vita, i 1.000 giorni cruciali”. È essenziale integrare l’assistenza materna e neonatale, poiché la salute delle madri influisce direttamente sulla salute e lo sviluppo dei loro figli.

Un elemento chiave della programmazione nutrizionale dei primi 1000 giorni è la protezione e il sostegno della relazione madre-bambino. La preparazione all’allattamento al seno dovrebbe iniziare durante le cure prenatali. La gravidanza e la primissima infanzia sono periodi cruciali per lo sviluppo cerebrale dei bambini, che richiede una buona alimentazione. I bambini con uno sviluppo limitato in questa fase sono a rischio di problemi neurologici, scarsi risultati scolastici e altri problemi a lungo termine, contribuendo alla trasmissione della povertà e della malnutrizione tra le generazioni.

Alimentazione sostenibile per la salute delle persone e del pianeta

I cambiamenti climatici, compreso l’aumento della frequenza e dell’intensità dei fenomeni estremi, hanno avuto un impatto negativo sulla sicurezza alimentare e sugli ecosistemi terrestri e hanno contribuito alla desertificazione e al degrado del territorio in molte regioni. Per contenere l’aumento della temperatura globale è necessario un cambiamento nelle abitudini alimentari che sia orientato verso diete a basse emissioni di carbonio. Queste diete, che comportano anche notevoli benefici per la salute, prevedono un consumo maggiore di vegetali e frutta, accompagnato da una significativa riduzione nell’assunzione di carni rosse. Uno scenario che rende chiaro come sia fondamentale compiere scelte alimentari sostenibili, fin dai primi 1000 giorni di vita, per influire positivamente sia sulla salute individuale sia su quella del nostro pianeta.

L’indicazione è quella di preferire diete a base vegetale, come ad esempio la dieta mediterranea, caratterizzata da un abbondante consumo di alimenti freschi e di origine vegetale, quali frutta, verdura e cereali integrali, accompagnato da un moderato consumo di alimenti di origine animale, che favoriscono malattie cardiache e obesità.
Un approccio alimentare basato su cibi vegetali non solo potrebbe prevenire la comparsa di malattie legate all’alimentazione, come l’obesità e il sovrappeso e le malattie cardiovascolari, ma anche dimezzare le emissioni di gas serra legate alla produzione e al consumo alimentare che contribuiscono in modo significativo al riscaldamento globale, con conseguenti impatti negativi diretti sulla salute umana.

La produzione di carni rosse, derivate da animali ruminanti, rappresenta circa il 14% delle emissioni globali di gas serra i quali hanno un impatto significativo sul riscaldamento globale. Ridurre il consumo di carne è cruciale nella mitigazione del cambiamento climatico, può contribuire a ridurre la pressione ambientale e ad attenuare il contributo del settore alimentare alle emissioni totali di gas serra.

Inoltre presenta anche benefici diretti per la salute umana. Limitare i consumi di carne, specialmente di carni rosse, può contribuire a ridurre i rischi di malattie cardiovascolari, obesità e altre patologie correlate a una dieta ricca di grassi saturi e colesterolo. Pertanto, oltre a rappresentare una strategia chiave per affrontare le sfide ambientali legate alle emissioni di gas serra, la promozione di scelte alimentari orientate verso un consumo più sostenibile e bilanciato può migliorare anche la salute individuale e collettiva.

Nutrizione nei primi 1000 giorni e salute

Gran parte dei deficit di crescita nei bambini sotto i 5 anni si accumula nei primi 1000 giorni, così come la malnutrizione acuta. Interventi nutrizionali mirati in questo periodo possono ridurre significativamente la malnutrizione a livello globale se attuati su larga scala. Se combinati con altri interventi, gli interventi nutrizionali hanno il potenziale per migliorare notevolmente l’efficacia degli investimenti nutrizionali a livello mondiale. 

Studi recenti mostrano l’importanza della dieta, del dispendio energetico e della stagionalità del cibo durante la gravidanza per un parto sano. Tuttavia, il deterioramento degli ecosistemi naturali e il conseguente aumento generale dei prezzi alimentari porta a fare affidamento su una filiera alimentare più lunga. In cui diventa sempre più difficile garantire qualità e freschezza dei cibi. 

I prodotti più facilmente reperibili – oltre a lasciare un’impronta di carbonio molto più alta – sono ricchi di energia, con quantità anche molto alte di sale, zuccheri semplici e grassi, ma nutrizionalmente poveri di vitamine, minerali, antiossidanti e fibre alimentari. 

Una dieta ricca di grassi e zuccheri porta al sovrappeso e all’obesità. In ogni nazione del mondo è in atto un trend di aumento dell’indice di massa corporea (IMC) e a livello globale si stima che oltre 41 milioni di bambini sotto i cinque anni siano in sovrappeso. L’altra faccia della medaglia è quella della malnutrizione: l’OMS stima che il 45% della mortalità infantile mondiale sotto i 5 anni sia dovuta alla malnutrizione, che rappresenta il rischio maggiore e il fattore di rischio primario per le più importanti malattie infantili, poiché la carenza di micronutrienti (comune nella malnutrizione) può influenzare negativamente il metabolismo, il sistema immunitario e lo sviluppo fisico, cognitivo e mentale dei bambini, aggravando così l’esposizione alle infezioni. 

Nutrizione e cambiamento climatico

Il report dell’IPCC ha rilevato che il settore dell’agricoltura, della silvicoltura e degli altri usi del suolo, in media, è stato responsabile fino al 23% delle emissioni totali di gas serra dovute all’attività dell’uomo a livello globale tra il 2010 e il 2016 (questi settori si stima siano responsabili di circa il 13% delle emissioni di CO2, il 44% di quelle di metano (CH4) e l’81% di quelle di biossido di azoto (NO2). Un impatto notevole che evidenzia l’urgente necessità di un cambiamento dei sistemi di produzione all’interno del settore agroalimentare, ma presenta anche l’enorme opportunità che un sistema alimentare sostenibile ha di avere un impatto positivo sul nostro ambiente.

Alcune proposte per mitigare gli impatti del cambiamento climatico prevedono di intervenire sul sistema alimentare per:

  • Migliori pratiche in agricoltura: aumentare l’agricoltura sostenibile e rigenerativa, perché si stima che circa il 23% delle emissioni siano legate all’agricoltura e in particolare agli allevamenti di ruminanti.

  • Ridurre la perdita di paesaggi naturali (riduzione della deforestazione) e aumentare la biodiversità

  • Sostenere la produzione alimentare locale (Km 0)

  • Promuovere un cambiamento nella dieta e aumentare la diversificazione delle proteine

  • Implementare soluzioni di packaging alimentare sostenibile

Scelte alimentari nutrienti e diversificate possono giovare alla salute delle persone e al pianeta. Tuttavia l’accessibilità economica e le mancanza di consapevolezza fanno sì che i prodotti alimentari non salutari siano spesso preferiti sia dall’industria sia dai consumatori.

Per favorire l’adozione di diete equilibrate, sostenibili e salutari, abbiamo bisogno di una maggiore consapevolezza del rapporto tra nutrizione e salute, di un maggiore sostegno a soluzioni innovative per prodotti accessibili e di interventi politici che diano priorità alla salute del suolo, alla nutrizione e all’educazione alimentare.

Ambiente e primi 1000 giorni - Conoscere per agire

Conoscere per agire" nasce in continuità con il progetto “Ambiente e primi 1000 giorni" per aumentare le conoscenze sul carico di esposizione ambientale in aree fortemente antropizzate durante i primi 1000 giorni di vita e per sviluppare interventi mirati a ridurre il rischio di esposizione.

Per i genitori

L'esposizione precoce a fattori di rischio ambientali ha un impatto negativo sulla salute. Come promuovere la salute con piccoli cambiamenti nello stile di vita a partire dai primi 1000 giorni?