L'impatto del cibo sull'ambiente: l'impronta ecologica del cibo
Il cibo ha un impatto sull’ambiente attraverso molteplici vie. Per valutare questo impatto, è necessario considerare tutte le fasi della produzione alimentare, dall’inizio alla fine del ciclo di vita che porta un alimento dalla sua origine fino al consumo e oltre. Un metodo ampiamente utilizzato dagli esperti del settore è la Valutazione del ciclo di vita che consente di valutare gli impatti di un processo in termini energetici e ambientali.
Per comprendere meglio questo concetto, si può dire che ogni alimento lascia un’impronta sull’ambiente che può essere misurata attraverso diversi indicatori. Per esempio, l’impronta idrica indica la quantità di acqua dolce utilizzata o inquinata durante la produzione dell’alimento, tenendo conto anche dell’origine dell’acqua. L’impronta di carbonio si riferisce alle emissioni di gas serra lungo l’intera catena di produzione alimentare di un dato cibo e si esprime in grammi di anidride carbonica equivalente. Infine, l’impronta ecologica rappresenta la quantità di terra o mare utilizzata e la capacità di rigenerarla.
È importante notare che i risultati possono variare a seconda dei metodi di calcolo e dei parametri considerati. In effetti, è possibile stilare una classifica dei cibi in base al loro impatto sull’ambiente. Per esempio, se si considera l’impronta idrica, si osserva che i prodotti di origine animale come carne e pollame hanno un impatto maggiore rispetto ai vegetali.
Secondo i dati della Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition, per produrre un chilogrammo di carne bovina sono necessari 19.525 litri di acqua, mentre per un chilogrammo di ortaggi stagionali ne bastano 335 litri. Anche le classifiche dell’impatto ambientale per l’impronta di carbonio sono simili, con la carne bovina in testa con 26.230 grammi di anidride carbonica equivalente per chilogrammo di prodotto e la frutta in ultima posizione. Un discorso simile si applica anche all’impronta ecologica, con 127 metri quadri globali di terra necessari per produrre un chilogrammo di carne bovina rispetto ai 3 metri quadri richiesti per un chilogrammo di ortaggi stagionali.
Tuttavia, è importante notare che l’impatto ambientale di uno stesso cibo può variare fino a 50 volte a seconda del metodo e del luogo di produzione. Per esempio, anche i prodotti animali con il minor impatto ambientale hanno comunque un impatto maggiore rispetto ai loro equivalenti vegetali. Allo stesso modo, la produzione di alimenti come una barretta di cioccolato in un’area precedentemente foresta pluviale può generare emissioni significative.